Speed&Taste 2024: Reggio Emilia chiude il cerchio

L’Edizione 2024 della Speed&Taste Challenge si chiude a Reggio Emilia, con l’ultima tappa del circuito Baritalia. Una bella cornice di pubblico al Disco Cocktail Bar: com’è andata? Chi ha vinto?

Cala il sipario sulla Speed&Taste Challenge edizione 2024: l’appuntamento di Bartender.it, realizzato in collaborazione con The Prince Factory, che affianca e arricchisce lungo tutto lo stivale le tappe di Baritalia, è atterrato a Reggio Emilia per una serata all’insegna della miscelazione.
Il Disco Cocktail Bar ha ospitato la competition: si è vista una buona affluenza di partecipanti e non sono mancati dei veri e propri testa a testa a colpi di shakerate e stir, fino all’ultimo secondo. Sempre, però, con la qualità del cocktail a fare da padrona: come sempre in questa Challenge si è premiato il bartender contemporaneamente più veloce e bravo, messo alla prova con una drink list studiata con i prodotti delle aziende che supportano e sponsorizzano il tour: Red Bull, Bottega Liquori&Spiriti, Gamondi by Toso, Botran Rum by Bonaventura Maschio.
Ecco il podio della giornata: grandissimi complimenti a tutti!
1° Antonio Cresci, Wood Comfy Bar, Napoli
2° Riccardo Soncini, Disco Cocktail Bar, Reggio Emilia
3° Alex Gardellini, Bamboo Cocktail Bar, Bologna

Il vincitore – oltre a portarsi a casa il merchandising ufficiale di Mixology Experience e i gadget degli sponsor… va a Mixology Experience 2025, con la grande opportunità di essere uno dei protagonisti del main bar!

La Speed & Taste Challenge ha dimostrato, tappa dopo tappa, come l’arte del bartending sia un perfetto equilibrio tra velocità e bravura. Attraverso cinque città diverse, abbiamo visto bartender sfidarsi non solo a colpi di shaker, ma anche di precisione e creatività, regalando performance davvero degne di nota. Questo viaggio tra sapori e abilità tecniche ha celebrato la versatilità e il talento di chi sa unire rapidità e perfezione, confermando che l’eccellenza non è solo nel gusto, ma anche nel ritmo.

Prima di darvi appuntamento agli eventi 2025 di Speed&Taste Challenge, qui sotto facciamo due chiacchiere con i ragazzi del Disco Cocktail Bar di Reggio Emilia, ringraziando ancora il locale per l’impeccabile e coinvolgente ospitalità!

Come è andata? Considerazioni a caldo?
Divinamente, una gara simpatica e molto carica, dove ognuno fa il tifo per l’altro e non per se stesso, come oggi dovrebbe essere il nostro mondo ed il mondo delle gare!

Qual è la filosofia che sta dietro al vostro locale? Come si abbina nell’ospitare un evento come la Speed&Taste Challenge?
Il nostro è appunto un locale che si vuol definire divertente e spensierato e penso che questi aggettivi siano
adatti anche alla definizione della Speed & Taste Challenge. La musica e l’ambiente credo si fondando
perfettamente con l’atmosfera che si deve creare durante questa gara, senza nulla togliere a station ed
attrezzature ben curate che ti permettono d sviluppare 6 drink tranquillamente sotto i 3 minuti.

Velocità di esecuzione e qualità dei drink sembrano due rette parallele che non si incontrano mai… Eppure sono ugualmente importanti. Come fate a farle conciliare nel vostro locale?
Un connubio importantissimo, credo ci siano importanti aspetti da attuare a partire dall’impostazione del
locale che deve essere funzionale e non estetica. In più sui drink che vengono prodotti il larga scala cercare
di attuare qualche accorgimento come pre-batch e preparazione e sistemazione di ingredienti, prodotti e
garnish in precedenza al servizio.

Avete visto tanti bartender all’opera durante la Challenge: è una buona occasione per scoprire nuovi possibili talenti?
Assolutamente si, circa 40 persone del settore erano presenti oltre ai clienti ed abbiamo gareggiato in 13,
credo… dopo tutte quelle ore la mente è un pò offuscata.

Cosa significa (nel bene e nel male) lavorare sulla miscelazione di qualità in una città piccola, fuori dai radar delle capitali del bere come Milano o Roma o Firenze?
Reggio per fortuna non è così piccola, ma sicuramente la fortuna di lavorare in “piccole” città è che si fa
presto a posizionarsi ai pani alti e di conseguenza diventa una mission portare avanti un progetto che si basa sulla qualità e sul buon bere. Il male è che manca una fetta importante di turismo che gioverebbe
economicamente ai locali e che spesso è volentieri si è poco considerati dalla stampa. Oggi si sente parlare
tanto e c’è gran fermento sui locali di provincia, ma ricordiamoci che ci sono e ci sono stati grandi nomi, nati più di 10 anni fa, che hanno giovato e portato innovazione alla bar industry italiana.

Parliamo di food pairing: un drink che abbinereste ad un piatto tipico della vostra città?
Realmente? Nessuno, penso che l’abbinamento cibo vino possa esistere se studiato e pensato ad Hoc, ma
spesso e volentieri credo che le creazioni che vadano abbinate ai piatti rientrino al limite della definizione
“Cocktail” sicuramente più in quella di “Miscelato”. Detto ciò, se mi portassero un dolce tipico ci abbinerei
un Rob Roy molto sblianciato sul whisky ed utilizzerei qualcosa di leggermente torbato intorno a 4-5ppm.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

BARTENDER.IT

@2026 BARTENDER.IT