50 Best Bars 2024: la saga continua!
Ogni anno la lista dei 50 Best Bars mette a segno un colpo da maestro, e anche questa edizione non ha deluso le aspettative. Nell’arena di Madrid, infatti, il 2024 ha visto riunirsi il meglio del mondo mixology: artisti del drink, leggende viventi e giovani promesse.
Se vi dicessimo – dopo tutte le considerazioni fatte nel nostro articolo sull’edizione 2023 dei 50 Best Bars – che quest’anno ha trionfato un bar dal sapore tutto messicano, ci credereste? Ebbene sì: l’Handshake Speakeasy di Città del Messico si è guadagnato il titolo di miglior bar al mondo. Un locale che celebra le tradizioni del Messico in un ambiente sofisticato, dove l’ospitalità e il gusto per l’innovazione creano un’esperienza unica per i palati più esigenti.
Per non essere da meno, l’Italia ha piazzato dei veri e propri assi nel mazzo dei 50 Best. Sul secondo gradino del podio troviamo il Bar Leone di Hong Kong, fondato dall’italianissimo Lorenzo Antinori, che si è distinto con l’Highest New Entry Award, regalando ai clienti atmosfere che richiamano il cuore di Roma. Dettagli e accortezze dal tocco nostrano, come focaccia e tovagliolini vintage, hanno fatto innamorare i clienti d’oltreoceano. Al terzo posto si conferma il Sips di Marc Alvarez (già ospite a Mixology Experience 2023) e Simone Caporale – icona europea e orgoglio italiano, protagonista di numerosi nostri eventi, come ci ricorda lui stesso nella nostra intervista.
E gli altri italiani? Ben piazzati e numerosi: il Drink Kong di Roma (33° posto), con Patrick Pistolesi sugli scudi (rileggetevi qui cosa ci ha raccontato!), Locale Firenze (36°), il milanese Moebius (già protagonista nelle nostre theGINweek) new entry al 38° e, a chiudere i “magnifici 50”, il longevo 1930 di Milano, ancora una volta degno della lista. Ma non è tutto: altri locali come il Freni e Frizioni di Roma, L’Antiquario di Napoli – dove Alex Frezza fa da padrone di casa – e il Camparino in Galleria di Milano hanno brillato nei posti dal 51 al 100.
Come ogni anno, non mancano le domande (e le polemiche), ovviamente. I 50 Best sono un traguardo o una vetrina? Per qualcuno sono l’apice del successo, per altri uno show che privilegia chi riesce a gestire al meglio l’impatto social e mediatico. Ma è proprio questo mix di eccellenza e discussione a rendere la classifica tanto attesa quanto chiacchierata, quasi come il Festival di Sanremo per il mondo dei cocktail!
E come dimenticare i premi speciali? Dai riconoscimenti come il Best Bar Design dell’Himkok di Oslo all’Art of Hospitality Award del Caretaker’s Cottage di Melbourne, la competizione non smette di affascinare per la varietà delle sue categorie. E così, ancora una volta, i 50 Best Bars ci ricordano che mixology è sinonimo di creatività e passione, per locali che continuano a spingere oltre i confini del bancone.
Ci vediamo al prossimo brindisi, con un bicchiere in alto e uno sguardo curioso verso la prossima edizione.
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